GROTTAGLIE Tra illusioni e triste realtà: dalla "famigerata "risalita in D" al baratro della 1^Categoria

Scritto da  Colpoditaccoweb.it Lunedì, 03 Aprile 2017 09:05

Terza retrocessione consecutiva per il sodalizio biancoazzurro, a conclusione di un quinquennio “horror” coinciso con lo sprofondamento dei biancoazzurri negli inferi del calcio. A La Volpe e soci l’arduo compito di restituire dignità al calcio grottagliese…

GROTTAGLIE Tra illusioni e triste realtà: dalla "famigerata "risalita in D" al baratro della 1^Categoria Foto: Mimmo Lacava

Game Over, Insert Coin”: può riassumersi così l’ennesima stagione fallimentare dell’Ars Et Labor Grottaglie che, per la prima volta nella sua storia, sprofonda in 1^Categoria, frantumando anche quel piccolo record storico che vedeva i biancoazzurri mai partecipanti ad un torneo di rango inferiore alla Promozione. Eppure, in un torrido pomeriggio di Luglio fu dichiarato che, dopo il (quasi) “repulisti” generale operato ai vertici del sodalizio ionico, si sarebbero poste le basi per progettare la risalita in Serie D. Tutto falso, come del resto falsi si sono poi rivelati auspici e promesse delle stagioni passate: copione identico anche quest’anno, insomma.

Il successo di Massafra in Coppa, al cospetto di una compagine neo-ripescata ed ancora in fase di rodaggio, illude gli addetti ai lavori che, nel sentitissimo derby contro il Manduria, promettono (agonisticamente parlando) sangue e sudore: i messapici, tuttavia, con una facilità disarmante, espugnano 1-5 il “D’Amuri”, ridimensionando le promesse estive biancoazzurre che, a mò di granchio, sfociano in un “Vediamo dove arriviamo”. Zella si dimette da una carica mai ricoperta ufficialmente, al suo posto vi è Claveri: la vittoria di Maglie è un “fuoco di paglia”, nelle successive gare i grottagliesi collezionano due punti, perdendone cinque, l’ultima delle quali in casa contro il Massafra. Claveri si dimette tra le polemiche gettando accuse nei confronti di un calciatore ed un dirigente: non sapremo mai se quel “Pecoroni” sia stato pronunciato o meno, ma in ogni caso il nome dell’Ars Et Labor finito sui giornali per un episodio simile è deplorevole per una piazza abituata ad altri palcoscenici. Il Grottaglie riparte da Alberto Bosco, il tecnico esonerato già in D dopo sei sconfitte consecutive che susseguirono ad un buon inizio di torneo. Nonostante gli apprezzamenti da parte dei calciatori e qualche migliorativo apportato dall’allenatore tarantino sul piano del gioco, il bottino-punti resta comunque pessimo: dieci quelli conquistati in un intero girone. Sfortuna, arbitraggi sfavorevoli o episodi, le “scusanti” sono molteplici: resta il fatto che nel calcio contano esclusivamente i numeri. E questi ultimi recitano: Grottaglie ultimo in classifica anche in Promozione.

La sconfitta di Massafra induce Gardi a lasciare, sostituito da Carmelo La Volpe, sin dalla scorsa Estate interessato al calcio grottagliese. Con l’imprenditore di origini calabresi si spera in uno scatto d’orgoglio, ma rimediare ad una situazione ormai compromessa è difficile. Contro il Mesagne giunge un ko, Bosco viene richiamato, ma al successo casalingo al cospetto dell’Ostuni fa seguito una sconfitta in quel di Copertino che sancisce virtualmente la retrocessione in 1^Categoria. Retrocessione che, nella maniera più beffarda possibile, diventa ufficiale nella giornata di ieri: nonostante il ko inflitto al Castellaneta, i biancoazzurri retrocedono per via della vittoria del Maglie contro il Lizzano che, aritmeticamente, rende impossibile il raggiungimento della terz’ultima posizione.

Si conclude con la quarta retrocessione (una sventata tramite ripescaggio) in cinque stagioni un ciclo a dir poco pietoso per il calcio grottagliese. Quell’Ars Et Labor che ad inizi anni 2000 sfiorava la vittoria della Coppa Italia Serie D, che per ben due volte ha combattuto per conquistare la (ex) Serie C2 e che faceva del “D’Amuri” il proprio fortino, è soltanto un lontano ricordo: all’orizzonte si prospettano gare dallo scarso appeal contro compagini (con rispetto parlando) mai affrontate prima.

A Carmelo La Volpe e soci, ora, l’arduo compito di restituire dignità alla Grottaglie calcistica: in tal senso, non è da escludere un investimento dell’imprenditore ex San Giorgio in un’altra società (e non nell’Ars Et Labor) per riportare nella Città delle Ceramiche quantomeno la Promozione. Una cosa è certa: dai peggiori finali, a volte, nascono i migliori successi e forse, dopo cinque anni di umiliazioni, è giunta l’ora che sulle macerie dell’Ars Et Labor, per rispetto di chi in passato quei colori li ha sostenuti e li ha onorati, possa tornare a splendere il sole sul calcio biancoazzurro

Vito Di Noi

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